Definizione di ANTIQUARIATO
Con il termine antiquariato si intende la raccolta ed il commercio di libri, mobili, opere d'arte e oggetti antichi. In senso estensivo, la parola indica anche il settore di attività di un antiquario. Un "oggetto d'antiquariato" è un vecchio pezzo da collezione. È collezionabile o desiderabile per la sua età, rarità, condizione, utilità o altre caratteristiche che lo rendono unico. È un oggetto che rappresenta un'epoca precedente della società umana.
Gli oggetti d'antiquariato mostrano solitamente un carattere in qualche misura artigianale, o una certa attenzione all'aspetto estetico, come una scrivania o le prime automobili. Si comprano presso negozi di antiquariato o si tramandano come patrimonio. Alcuni pezzi di valore si possono comprare da antiquari e servizi d'aste o acquistare in linea attraverso siti web e aste telematiche.
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Collezionare Autografi
Un autografo è un documento scritto interamente di pugno dal suo autore, in confronto ad un documento battuto a macchina o al computer o trascritto da un amanuense o un copista: il significato è analogo al termine olografo.
Gli elementi fondamentali dell'autografo sono quindi la testimonianza autentica fornita dall'originale dello scritto, sulla quale la critica analizza le eventuali sviste dell'autore, gli inserimenti altrui, i criteri di trascrizione. Si indica invece con il termine idiografo un documento scritto da mano diversa da quella dell'autore, ma sotto stretta sorveglianza di quest'ultimo. Nella filologia italiana, il codice Vaticano Latino 3195 (che racchiude il Canzoniere di Petrarca) è un valido esempio di manoscritto in parte autografo, in parte idiografo
In accezione più estesa ed al di fuori della terminologia storica, per autografo si intende generalmente la firma di una persona, in particolare di un personaggio famoso, concessa su un qualsiasi supporto, per esempio una fotografia, la pagina di un libro ma anche una parte del proprio corpo, alle persone affezionate a qualunque titolo al personaggio stesso, che caricano la firma di un alto valore simbolico.
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Capire la pittura
La pittura intesa come forma artistica non è una meccanica apposizione di colore a un disegno, ma è un'arte che pone dei problemi più complessi: la resa del colore, le variazioni di tono, lo studio di luci ed ombre, l'illusione di spazi naturalistici, la ricchezza della tecnica (con smalti, impasti, velature...). Nelle civiltà più antiche non esisteva ancora l'accento su tali questioni, per cui si ebbero produzioni anche di grande raffinatezza, ma definibili solo come "disegno colorato" (si pensi ad esempio all'arte egiziana). Questi problemi poterono dirsi risolti solo dall'arte greca in poi, a partire dal V secolo a.C. con pieno sviluppo documentabile in tutto il IV secolo a.C. e da allora entrarono a far parte della cultura mediterranea e europea con alterne vicende. La pittura gode un posto di primo piano su tutte le arti. Basti pensare a come il concetto stesso di "opera d'arte" (visiva) sia più spontaneamente associato a dipinti piuttosto che a sculture o opere di architettura, per non parlare poi delle cosiddette "arti minori". Oltre ai fattori storici che hanno determinato la divisione tra arti "maggiori" e "minori" (Leon Battista Alberti distingueva gli aspetti intellettuali rispetto a quelli manuali, secondo una definizione fatta propria poi dalle Accademie nel XVII secolo e da esse canonizzate), la pittura ha un'innegabile facilità di fruizione rispetto alle altre forme artistiche.
Quale opera bidimensionale non necessita di particolari sforzi per essere percepita: basta guardarla frontalmente, a differenza di una scultura che si esprime su tre dimensioni, per non parlare della maggiore complessità delle architetture. Ciò significa anche una immensamente maggiore fruibilità, si pensi alla semplice economicità delle riproduzioni fotografiche di pittura, che possono circolare con estrema facilità, impossibile per le opere d'arte tridimensionali.
Witelo, un matematico e fisico del XIII secolo originario della Slesia, scriveva che "L'occhio non può comprendere la forma vera delle cose con il semplice sguardo (aspectus), ma sì con l'intuizione diligente (obtudus)". Mentre l' aspectus, semplice visione esteriore, è sufficiente per la pittura e gran parte della scultura, l' obtudus, inteso come sguardo penetrante, raziocinante, è necessario ad esempio per comprendere un'opera architettonica. |
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